roberto gilli poesia digitale
INTRODUZIONE
Foglie e' un'opera multimediale che affronta il tema della memoria e della comunicazione. La memoria come fondazione del proprio se' e, quindi, come base della comunicazione tra le persone quando essa si stacca dalle banali "comunicazioni di servizio".
La memoria diventa il luogo di unificazione delle esperienze di vita e quindi della propria individualita'. La memoria e' pero', allo stesso tempo, nella molteplicita' degli eventi e sensazioni che essa contiene, luogo caotico e infinitamente vario: una monade quindi, un palazzo che contiene al suo interno mille vite e mille espressioni tutte diverse e tutte, in qualche modo, legate.
Porsi di fronte a questo universo-memoria significa inserirsi piano in questo mondo e, lentamente, ricostruire sentieri (arbitrari) in un territorio sconosciuto.

La struttura non lineare propria dei media elettronici si presenta come il mezzo ideale per rappresentare fenomeni in cui si sposa la frammentazione con la riunificazione. La rappresentazione ipertestuale o, come in questo caso, ipermediale puo' quindi essere utilizzata per illustrare la complessita' della memoria (del se', della personalita' ecc.). Non e' infatti casuale lo stretto rapporto che, a molti diversi livelli (teoria postmoderna, invenzione dei sistemi utilizzati all'interno dei computer, teoria dei nuovi media), lega i media elettronici, con il teatro e la memoria. (per esempio la creazione del web da parte di Tim Berners Lee da un suo sistema di organizzazione della memoria, il Teatro della Memoria di Giulio Camillo, il teatro e la rappresentazione drammatica come metafora del computer di B. Laurel) Oltre alla struttura non lineare, il mezzo elettronico permette di mescolare diversi media comunicativi ricreando e accentuando le caratteristiche multiformi della memoria e, allo stesso tempo, essendo presenti all'interno di un'unica opera, conferire un carattere unitario di fondo (un "io", un "se'").

Oltre alla rappresentazione della memoria, foglie vuole illustrare anche la sua comunicazione. La fruizione dell'opera diventa allora comunicazione tra il personaggio narrante e l'utente, diventa lenta scoperta dell'altro, diventa, necessariamente, esplorazione e ricostruzione.

BREVE DESCRIZIONE DELL'OPERA
Foglie e' un'opera composta da quattro livelli successivi. Ogni livello e' caratterizzato da un tipo di comunicazione specifico ed e' composto da un numero di frammenti collegati tra loro. Ogni frammento illustra una singola memoria ma la "profondita'" della descrizione (quanto l'atomo di memoria venga descritto nel dettaglio, in tutti i suoi aspetti) dipende dal livello considerato: tanto piu' "alto" il livello, tanto piu' dettagliata e' la descrizione.

I quattro livelli sono composti in questo modo:
  1. Piccoli fogli scritti e illustrati a mano.
  2. Frasi (solo testo) che, parola per parola, scorrono sul video.
  3. Due fili narrativi che sono rappresentati contemporaneamente.
  4. Spazio. Numerosi fili narrativi e disegni.
Il numero di frammenti cala all'aumentare del livello: 160 il primo, 40 il secondo, 10 il terzo e 3 il quarto.
Se immaginiamo una zigurrat a quattro gradini in cui ogni gradino superiore ha una lunghezza dimezzata rispetto a quello che lo precede, ogni frammento puo' rappresentare un'unita' di superficie del livello di cui fa parte (qualcosa tipo 160 mq il primo, 40 mq il secondo ecc.).

Le zigurrat sono legate alla torre di Babele e, quindi, alla comunicazione. Ecco che ogni gradino (ogni innalzamento verso il dio-comunicazione) che si alza da terra rappresenta un passo in avanti, un miglioramento (infatti ogni livello descrive piu' nel dettaglio, piu' compiutamente, l'esperienza cui si riferisce) ma, allo stesso tempo, ogni innalzamento e' pure un avvicinamento verso l'incomprensione, la caotica incomunicabilita' tra le persone (infatti ogni livello diventa di comprensione sempre piu' difficile).

Il parallelismo tra piramide babilonese e foglie e' sottolineato dal fatto che e' possibile accedere al livello successivo solamente dopo aver visionato i frammenti che, mutati e amplificati dal nuovo media, verranno trattati in quello successivo: ogni livello superiore diventa quindi un "tentativo di spiegarsi meglio" e, allo stesso tempo, una distillazione dei frammenti della memoria verso le esperienze piu' significative, piu' fondanti dell'io narrante. Alcuni frammenti collegano quindi verticalmente i quattro livelli (assicurando in questo modo un'unita'): al centro del livello inferiore sono presenti i frammenti che formeranno quello superiore.

Osservando la descrizione dei livelli e' possibile indicare un'ulteriore "lettura" di foglie che si collega con il simbolo pitagorico che viene citato nelle schermate iniziali. Il simbolo pitagorico e':

	   .
	  . .
	 . . .
	. . . .

che, non a caso, ricorda una piramide.

Senza entrare nei dettagli iniziatici delle scuole pitagoriche, vorrei sottolineare come Pitagora considerasse questo segno un simbolo con proprieta' magico-matematiche. In particolare, si puo' notare come:
   .		rappresenti il punto adimensionale 
  . .		rappresenti la linea
 . . .		rappresenti la superficie (il triangolo)
. . . .	rappresenti il volume (il tetraedro)

Allo stesso modo, nei livelli di foglie ho tentato di ricostruire la stessa sequenza:
  1. Il frammento "atomico", infantile. Adimensionale.
  2. La narrazione lineare.
  3. Due narrazioni lineari intrecciate a formare una trama, una superficie.
  4. Molte narrazioni lineari intrecciate a formare un volume.

NAVIGAZIONE E INTERATTIVITA'
La navigazione tra i frammenti di foglie e' casuale e l'interazione e' nulla: all'utente e' concessa solamente la possibilita' di continuare o abbandonare l'esplorazione dell'opera.

All'interno di un livello e' possibile "saltare" da un frammento all'altro premendo la barra spaziatrice; "l'arrivo" e' valutato casualmente tra i frammenti (non visitati) presenti su quel livello. Vediamo piu' nel dettaglio il perche' di tali scelte.

Caso: la casualita', il caso e' trattato in foglie per la sua doppia valenza di "generazione di frammenti" e di "esplorazione dell'altro". Il caso e' quindi alla base della creazione dei frammenti, dell'essenza dell'individuo e della sua particolare molteplicita' (e, quindi, della sua particolare memoria) e, insieme, del procedere nella conoscenza dell'altro. Il caso e' lo scarto essenziale ed esistenziale che impedisce di "progettare" la propria vita e di "progettare-esaurire" la conoscenza di un'altra persona; il caso e' la radice del "ars combinatoria" capace di generare le infinite sfaccettature dell'uomo (e dell'universo: Lullo e la tradizione alchimistica e, infine, chimica). Il caso, paradossalmente, offre una nuova "liberta' interpretativa" all'utente: e' l'utente a generare ordine in quanto e' lui, nel "qui ed ora" dell'esplorazione-comunicazione, a generare, nella sua interazione con i frammenti, un filo narrativo.

Una funzione interna dell'opera multimediale foglie tiene, infatti, in memoria (in modo trasparente, invisibile al fruitore) i frammenti visitati e, quando l'utente ha visionato tutti i frammenti che saranno descritti nel livello successivo, costringe l'utente ad "alzarli di un gradino" nell'opera.
Questo tipo di fruizione e' stato scelto al fine di impedire che l'utente, prima di saltare al livello successivo, visioni tutti i frammenti del livello inferiore. L'opera quindi non puo' essere conosciuta totalmente. Questo metodo di esplorazione "simula" la conoscenza interpersonale, simula un processo che mai, nella realta', puo' dirsi concluso. Inoltre, l'indeterminazione temporale necessaria a saltare al livello successivo rende ogni singola esplorazione unica e irripetibile.

La scelta di non permettere alcuna interazione, se non "il referendum" - continuo o esco -, si basa su una riflessione di carattere "metodologico" dell'arte multimediale e ipermediale e sulla conseguenza dei pensieri sulla casualita' gia' esposti. Troppo spesso, a mio avviso, la teoria dell'arte ipermediale si e' concentrata sulle possibilita' che i media elettronici offrono al fruitore nella "conduzione" dell'opera.
L'interazione tra lettore e opera e' stata quantificata in semplice "numero di gradi di liberta'" senza tenere in considerazione che poesia, pittura o musica, pur non dando nessun grado di liberta', sono in grado di generare "emozioni". In altre parole, l'interazione opera-fruitore e' stata banalizzata (forse a causa di una sorta di euforia acritica per i media digitali) alle azioni fisiche e non a quelle sottili, interiori che avvengono comunque (ogni forma d'arte, di qualsiasi tipo, vive grazie a un'interpretazione attiva di chi la osserva o ascolta) nell'esperire un'opera d'arte. In foglie l'interazione e' pensata in modo da tentare di recuperare questa "intima" osservazione senza, per questo, ritornare alle forme proprie di altri media espressivi (foglie puo' vivere solo su supporto digitale).

ALTRE NOTE
La fruizione di foglie gioca su un fondamentale inganno. Il primo livello, semplice e infantile, genera delle aspettative che i livelli successivi non mantengono: la facile comprensione del primo livello si trasforma piano piano, nel corso della fruizione, in un groviglio che, pur mantenendo un piano "di contenuti" molto rivelante (sempre piu' rilevante), costringe l'utente a sforzi interpretativi sempre maggiori. E' possibile immaginare (nonostante, mettendo ogni frammento in loop infinito, mi sia impegnato ad offrire all'utente la possibilita' di analizzare nel dettaglio ogni singolo frammento, anche il piu' complesso) che, salendo di livello, l'utente lasci una modalita' di fruizione "interpretativa" quasi ad imitare la difficolta' di comprensione dell'altro al staccarsi dagli elementi piu' semplicemente descrittivi. L'inganno e' quello della comunicazione: l'illusione iniziale di totale comprensione che si trasforma piano piano, nonostante i buoni propositi, in sempre maggiore confusione.

Scendiamo dunque, e confondiamo la loro lingua, perche' non comprendano piu' l'uno la lingua dell'altro. Genesi (11,7)

IL TITOLO
Le foglie volano portate dal vento attraverso le loro rotte casuali ma personali: sono belle. Foglie, aquiloni staccati dal filo, che giacevano tristi a terra, ora volano trasportate da questo vento: compiono lente spirali verso l'alto, giocano a chi rimane piu' tempo in aria.

Le foglie su cui la Sibilla scriveva i suoi responsi. Foglie-frammenti da riordinare per generare un senso.

Le belle foglie infinitamente frattali. (...le piccole onde ad ogni margine di foglia (sorriso di brezza)... Rilke, nona elegia duinese)



Per la visione dell'opera ricordarsi di attivare le casse.
Per la visualizzazione dell'opera e' richiesto Flash Macromedia.


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